Temi dei Bambini

Temi dei Bambini

Tema di Attilio
Classe 5a A
Racconto un’esperienza didattica.

Ludwig van Beethoven era un compositore nato nel 18° secolo a Bonn in Germania; la sua famiglia era modesta.
Fin da piccolo era stato un prodigio nel campo della musica, il papà era alcolizzato e di sera lo faceva suonare per i suoi amici.
Intorno al 1800 in Francia era scoppiata la rivoluzione per cacciare i re ed essere un popolo democratico.
Uno dei generali che lottavano era Napoleone Buonaparte che aveva contribuito in gran parte alla rivoluzione, poi vinta. Quindi Beethoven che aveva un immenso desiderio di felicità, libertà e giustizia scrisse una sinfonia dedicata a Napoleone.
Dopo Napoleone fece abuso del potere e si autonominò imperatore, Beethoven sentì la notizia e si arrabbiò, quindi dedicò la sinfonia a qualcuno che in futuro avesse fatto del bene al mondo; era la sua terza sinfonia e la chiamò Eroica.
In classe abbiamo fatto una mappa divisa in quattro parti per i quattro movimenti e noi dovevamo disegnare in ogni riquadro qualcosa che ci ricordava la musica.
Nel primo riquadro ho disegnato un baule su un’auto gigante e dei signori arancioni che cercano di aprirlo, ma ci sono dei cani verdi che lo vogliono impedire, uno dei signori arancioni lo apre ed appare una scritta –“Ora siete liberi “-.
Ho scelto questo disegno perché la musica era allegra e vivace.
Nel secondo movimento ho disegnato un campo di concentramento con degli ebrei sterminati, l’ho disegnato perché la musica era triste come una marcia funebre.
Il terzo disegno era una spiaggia con un signore che correva con in testa una nuvola; ho fatto questo disegno perché la musica era movimentata come uno scherzo.
Nel quarto movimento ho disegnato un re che viene cacciato via, perché la musica era un miscuglio di questi tre movimenti, come un inno.
Qualche giorno dopo siamo andati al conservatorio dove il maestro Matthieu Mantanus con la sua orchestra doveva farci ascoltare l’Eroica.
Prima ha presentato l’orchestra e i suoni degli strumenti, c’erano gli archi cioè i violini le viole, i violoncelli e il contrabbasso; i timpani, gli strumenti a fiato come il flauto e il clarinetto.
Dopo ci ha fatto vedere la sua mappa su uno schermo e ad ogni immagine ci faceva i corrispondenti suoni dell’Eroica; la mappa era colorata ed aveva anche dei paesaggi dentro i colori.
Il maestro Matthieu ci ha detto che noi esseri umani vogliamo sempre il contrario di quello che abbiamo appena avuto e che anche nella musica si alternano parti in contrasto.
Alla fine ci hanno fatto ascoltare l ‘Eroica in versione ridotta.
Secondo me l’Eroica vuole dire che per avere la libertà si deve agire, ai tempi di Beethoven si doveva fare la guerra,ma la guerra crea anche dispiaceri come la morte.
Noi però i dispiaceri li dobbiamo superare, dobbiamo anche ringraziare Beethoven perché ci ha lasciato un bel messaggio di libertà.
Anche se non amo la musica classica, ho imparato ad apprezzarla e sono stato contento di andare al conservatorio e di aver fatto questo lavoro su una persona veramente intelligente quindi grazie, Ludwig van Beethoven.

Tema di Tommaso V A
Racconto un’esperienza didattica: Orchestra in gioco

Beethoven fu uno dei più grandi compositori di pezzi di orchestra del mondo; è nato a Bonn nel 1770 e morto nel 1827 a Vienna.
Noi abbiamo ascoltato una delle sue sinfonie più importanti: l’Eroica.
Beethoven pensò di scrivere l’Eroica per Bonaparte, un uomo che mandò via i re dalla Francia togliendo le ingiustizie che avevano creato, ma poi si autonominò imperatore della Francia e si prese tutto il potere.
Beethoven si arrabbi così tanto con Bonaparte, che prima aveva portato la libertà nella Francia ma poi fece tornare tutto come prima, che dedicò l’Eroica a un grande uomo che ci sarà; per questo l’ha chiamata così.
A scuola, prima di andare al Conservatorio a sentire l’Eroica, abbiamo cercato informazioni su Beethoven per scoprire chi fosse.
La maestra è andata a procurarsi, dagli organizzatori del concerto, delle mappe con degli spazi per disegnare quello che, ascoltando ogni movimento che la compone, ci veniva in mente.
Quando le mappe ci sono state consegnate, abbiamo ascoltato i vari movimenti dell’Eroica e abbiamo disegnato tutte le cose che ci venivano in mente.
Io ho disegnato nel primo spazio una strada sterrata circondata da campi pieni di frutta matura; nel secondo ho disegnato una collina piena di tombe di soldati che sono morti per salvare la libertà, l’ho voluta rappresentare in contrasto con il primo perché la musica è cambiata completamente, da allegra a cupa e triste; infatti l’ho fatto in bianco e nero.
Nel terzo spazio uno scoiattolo volante che salta da un albero all’altro, perché mi ha fatto venire in mente il senso della libertà, il silenzio, la felicità di essere nato. Mentre, nel quarto, un prato pieno di fiori, alberi, aiuole, perché mi fa venire in mente qualcosa che è finito bene.
Venerdì 10 Dicembre siamo andati al conservatorio per ascoltare tutta l’Eroica di seguito. Io mi sono immaginato un concerto come gli altri, dove si arriva, si ascolta, si applaude e si torna a casa; invece questo era speciale; ho notato che era stato fatto apposta per bambini che, come me, non sono abituati a d andare a dei concerti: quando siamo arivati, prima che iniziasse il concerto, ho conosciuto due bambini di cui una aveva la sindrome di Down. Questo bambino si chiama Andrea.
Quando l’orchestra è entrata nella sala, con il direttore d’orchestra, tutti hanno applaudito. Il direttore era giovane, molto simpatico e gentile.
Il direttore mi ha fatto immaginare come poteva essere tutto il concerto, c0me l’incipit (inizio) nei film.
Quindi mi ha caricato di volontà per essere pronto per ascoltare il concerto.
All’inizio ci ha presentato l’orchestra e la sua disposizione semicircolare sul palco: alla mia sinistra c’era il grande gruppo dei violini; vicino a loro le viole, di seguito i violoncelli; dietro i violini c’erano i fiati, poi le percussioni; davanti alle percussioni c’era un contrabbasso. Poi ci ha fatto sentire dei piccoli pezzi dei vari movimenti e ce li ha spiegati facendoci vedere come lui li aveva rappresentati nella sua mappa. Ha rappresentato dei cortei funebri che scendevano da dei paesi di montagna, per poi unirsi tutti insieme nella strada grande per arrivare al cimitero.
C’era anche una grande foresta che poi si apriva in un prato e delle persone che piantavano la bandiera sulla cima più alta delle montagne circostanti.
Infine c’è stato il concerto: io, durante il concerto, mi sono ricordato dei disegni che ho rappresentato e dei pezzi che ci avevano fatto ascoltare prima, che si sono ripetuti più volte.
Come dicevo prima, vicino a me, c’era Andrea che si muoveva con cura e con precisione facendo finta di essere il direttore d’orchestra, imitando i veri movimenti che faceva il direttore.
Ho notato che era più attento di altri bambini e più concentrato!!!
E’ stata una bellissima esperienza dove ho fatto delle amicizie e ho imparato molte cose. Durante il concerto hanno proiettato le immagini della mappa di Matteo, il direttore, perché forse hanno pensato che ci annoiassimo; ma io, se non ci fosse stata la proiezione, mi sarei divertito ugualmente.