Come è composta un’orchestra

L’ORCHESTRA

Il termine “orchestra” deriva dal greco antico ed era usato per indicare il luogo riservato al coro, agli strumentisti e ai danzatori durante le rappresentazioni teatrali. L’orchestra oggi si può dividere per generi: l’orchestra sinfonica (che suona sul palcoscenico); l’orchestra operistica (che suona nella “buca” in quanto sul palcoscenico ci sono i cantanti); l’orchestra di fiati; di ottoni; l’orchestra radiofonica e quella da film o d’intrattenimento.   Seguendo una linea cronologica possiamo classificare l’evoluzione dell’orchestra in questo modo: Orchestra Barocca.  Si sviluppa a cavallo tra il XVII e XVIII secolo. L’organico è composto da strumenti ad arco e da strumenti di accompagnamento (quali violoncello, fagotto, liuto, clavicembalo, organo). Orchestra Classica. Si sviluppa nella seconda metà del XVIII secolo. In questo periodo l’organico orchestrale si amplia soprattutto nella sezione dei legni dove si raddoppiano alcuni strumenti (2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti e 2 fagotti).  Orchestra Romantica. Si sviluppa agli inizi del XIX secolo con il compositore Hector Berlioz. L’orchestra continua a crescere numericamente soprattutto con Richard Wagner che inserisce nell’ Anello del Nibelungo (in tedesco Der Ring des Nibelungen composta tra il 1848 ed il 1874) 1 tromba bassa, 1 trombone contrabbasso, 8 corni, 2 tube tenore, 2 tube basse, 1 tuba contrabbasso, 8 arpe e 16 incudini. Orchestra Sinfonica. È l’orchestra che esegue il repertorio sinfonico. All’inizio del XIX secolo la struttura dell’organico orchestrale si è consolidato con l’aggiunta di diversi tipi di percussioni e della tuba. L’organico è variabile a seconda del programma musicale e solitamente è composto da: – archi: 16 violini, 14 violini secondi, 12 viole, 10 violoncelli ed 8 contrabbassi.

– legni: 1 ottavino, 3 flauti, 3 oboi, 1 corno inglese, 3 clarinetti, 1 clarinetto basso, 3 fagotti, 1 controfagotto.

– ottoni: 6 corni, 4 trombe, 4 tromboni, 1 basso tuba.

– percussioni: 4 timpani, grancassa, tamburo militare, piatti, triangolo, xilofono, glockenspiel, campane, ecc…

– altri strumenti (non sempre presenti): arpa, pianoforte, sassofono, celesta, ecc…

GLI ARCHI

violini (divisi in primi e secondi)
viole
violoncelli
contrabbassi

Questi strumenti hanno in comune la forma, anche se le dimensioni sono diverse;

le “effe” (ovvero i fori posti sulla cassa da cui fuoriesce il suono);

le quattro corde in budello o in materiale sintetico;

l’archetto (quello moderno è sul modello del 1780, ideato dal costruttore di archetti François Tourte): costituito da una bacchetta di legno e fili di crine.

    La produzione del suono nella famiglia degli archi si basa sullo stesso principio: con la mano destra il musicista fa scorrere l’archetto sulle corde facendole vibrare e con la mano sinistra preme le corde sulla tastiera dello strumento (che è la parte del “manico”) allungando o accorciando il segmento di corda vibrante. Questa è l’applicazione del concetto di Pitagora: minore è la lunghezza della corda vibrante, più alto è il suono, e viceversa. Lo scorrimento dell’archetto sulle corde dello strumento non è l’unica tecnica usata per suonare uno strumento ad arco, infatti molti compositori amano inserire in alcune parti delle loro composizioni il “pizzicato”. Questa particolare tecnica consiste nel pizzicare le corde con le dita anziché farle vibrare con lo scorrimento dell’archetto.    Il violino In orchestra i violini si dividono tra “primi” e “secondi”. Non ci sono differenze di forma o di suono tra gli uni e gli altri, ma si distinguono perché eseguono parti differenti. È lo strumento ad arco più piccolo dell’orchestra ed è quello che può suonare le note più acute. Il violino è stato inventato nel 1550 circa (probabilmente dall’unione delle caratteristiche di altri strumenti già esistenti quali la viella, la lira da braccio e la ribeca). Il modello più prestigioso di violino è quello “classico” del liutaio italiano Antonio Stradivari, costruito nel 1700 circa. In passato le quattro corde (Sol, Re, La, Mi) erano interamente costruite in budello, oggi si usano prevalentemente materiali come la seta, l’acciaio, il nylon ed il carbonio.   La viola Erede musicale della viella (strumento antico) è leggermente più grande del violino ed ha una struttura molto simile. Le prime viole a noi note, sono state costruite dai liutai Andrea Amati e Gasparo da Salò verso la fine del 1500. Fisicamente molto simile al violino, si distingue da quest’ultimo per l’estensione dei suoni (le corde sono accordate in La,Re, Sol, Do) e per il timbro più scuro e più profondo.   Il violoncello di dimensioni più grandi del violino e della viola, è dotato di un supporto detto “puntale”, nella parte inferiore della cassa che permette di appoggiare lo strumento al suolo. Le quattro corde sono accordate come quelle della viola ed uno dei primi violoncelli a noi noti è stato costruito nel 1572 da Andrea Amati.  Probabilmente la composizione che esalta maggiormente le capacità del violoncello è il Concerto in Si minore op. 104, di Antonín Dvorák. Il contrabbasso è il più grande della famiglia degli archi ed ha una sagoma leggermente diversa. Le spalle sono spioventi e non dritte e la parte posteriore della cassa è piatta e non curva.  Nato anch’esso nel XVII secolo, ha subito alcune trasformazioni nel corso degli anni. Il contrabbasso attuale è alto circa 180 cm (la cassa del violino misura appena 35 cm). Le corde sono quatto (a volte anche cinque) accordate in Sol, Re, La, Mi (nel caso della quinta corda questa è accordata in Do). Lo strumento può impiegare due tipi di archetti: quello francese (il musicista impugna nella mano l’archetto) e quello tedesco (il musicista tiene l’archetto appoggiato nel palmo della mano rivolta verso l’alto).

  I LEGNI

flauto traverso
ottavino
oboe
corno inglese
clarinetto
clarinetto basso
fagotto
controfagotto
sassofono

La produzione del suono nella famiglia dei legni è generata dalla vibrazione dell’aria all’interno di un tubo immessa dal musicista attraverso le labbra. La legge che governa la produzione del suono in questa famiglia è: l’altezza del suono prodotto dipende alla lunghezza del tubo; più corto è il tubo, più alto è il suono prodotto (un’altra applicazione della legge di Pitagora). Il flauto traverso È uno strumento antichissimo: insieme all’arpa e alle percussioni è stato tra i primi a essere creato dall’uomo. Nel 1847 circa, l’inventore e musicista Theobald Boehm ha brevettato il modello che oggi conosciamo: un tubo cilindrico di metallo (in argento e in oro quelli più usati) lungo circa 70 cm, composto di tre parti principali: la testata, il corpo centrale ed il trombino. Secondo il criterio acustico sopracitato (più corto è il tubo più alto è il suono), per facilitare la chiusura dei fori (che servono per allungare o accorciare la lunghezza del tubo) è stato posto lungo il corpo centrale un meccanismo di chiavi ad anello, che permette al musicista di chiudere contemporaneamente più fori anche distanti tra loro. L’ottavino , o più comunemente detto “piccolo”,  è lungo circa la metà del flauto traverso ed emette un suono acuto e brillante. Questo strumento può essere suonato da tutti i flautisti in quanto ha lo stesso meccanismo di chiavi per la chiusura dei fori (meccanica di Boehm).    L’oboe Si può considerare l’evoluzione della ciaramella, strumento molto diffuso nel Medioevo. Inizialmente il ruolo dell’oboe in orchestra era quello di raddoppiare i violini, poi è passato ad un’identità più “indipendente”. Famoso l’uso che ne fa Sergej Prokof’ev  in Pierino e il lupo, dove il suono dell’oboe rappresenta l’anatra.   Il corno inglese È uno strumento che risale al XVIII secolo e come l’oboe è uno strumento ad ancia doppia inserita in un tubicino di metallo chiamato “esse” (prende il nome dalla sua forma). Rispetto all’oboe è 9 cm più lungo ed il suono che emette è più grave. Il nome dello strumento deriva probabilmente da un errore di pronuncia del termine francese “anglé” (angolo – i primi corni inglese avevano la canna ricurva) confuso con “anglais” (inglese), da qui il nome di “corno inglese”.  Il clarinetto si presenta come un tubo lungo circa 66 cm che termina con una sezione detta “campana. Il clarinetto può produrre sonorità molto espressive ed è lo strumento principale delle bande.  Il clarinetto è uno strumento che affonda le sue radici sin dall’antico Egitto, ma è il costruttore tedesco Johann Christoph Denner ad apportare le modifiche più significative nel 1690 circa.  Il fagotto è uno strumento a doppia ancia e tubo conico. Può essere considerato il successore della dulciana, strumento rinascimentale che si è evoluto dal XVII secolo in poi. Come per il corno inglese, l’ancia è inserita in una struttura di metallo chiamata ”esse”. È lungo circa 2,5 m, ma essendo piegato su se stesso risulta lungo circa 1,5 m. Come estensione timbrica, lo si potrebbe definire il “violoncello della famiglia dei legni”, ed ha una sonorità ricca e profonda.  Il controfagotto È uno strumento a forma conica e a doppia ancia, identico al fagotto ma con la colonna d’aria lunga il doppio, ed è ripiegato su se stesso due volte. In contrapposizione all’ottavino, produce un suono molto profondo e si usa per rinforzare le parti dei bassi. Il sassofono Comunemente detto “sax”, è uno strumento dotato di ancia semplice (come il clarinetto). I sassofoni si possono classificare in base alla loro dimensione ed estensione: il soprano, il contralto, il tenore ed il baritono. Inventato da Adolph Sax nel 1840, non viene sempre utilizzato nelle formazioni orchestrali ed è invece molto apprezzato e conosciuto come strumento della musica jazz.

GLI OTTONI  

tromba
corno
trombone e trombone basso
tuba e bassotuba

La produzione del suono nella famiglia degli ottoni è regolata dalle labbra dell’esecutore che fungono da doppia ancia quando sono premute contro il bocchino. Più il musicista tiene strette le labbra e più il suono sarà acuto, viceversa se le tiene larghe il suono sarà più grave.   La tromba Nonostante si possano trovare alcune testimonianze di strumenti simili nell’antico Egitto e nell’antica Roma, dove uno strumento chiamato buccina era impiegato per scopi militari, la tromba moderna è nata nel 1820. Le parti che la costituiscono sono: un tubo cilindrico lungo circa 122 cm che si apre a campana, il bocchino a forma di minuscola tazza, i pistoni (che consentono allo strumento di eseguire l’intera scala cromatica, applicati appunto nel 1820). Esistono vari tipi di tromba che si distinguono dall’estensione dei suoni eseguibili. Sono famosissimi gli squilli di tromba nella marcia trionfale dell’Aida di Giuseppe Verdi.   Il corno I corni antichi erano strumenti molto semplici, probabilmente ricavati dalle corna del bestiame. In Inghilterra Georg Friedrich Händel lo usava qualche volta in orchestra come raddoppio della tromba e in Francia, si limitava l’utilizzo dello strumento nelle battute di caccia (corni da caccia) inserendo il corno in orchestra solo dopo gli anni trenta del Settecento. L’evoluzione dello strumento si deve ad Anton Joseph Hampel: verso la metà del 1700, aveva scoperto che inserendo la mano destra nella campana dello strumento si riuscivano ad ottenere dei suoni che fino allora si credevano ineseguibili. Ancora oggi si usa la mano destra per reggere lo strumento e controllarne l’intonazione. Il corno moderno è inoltre dotato di tre valvole che ruotano tramite un meccanismo di leve, azionate dal musicista con le dita della mano sinistra, permettendo così l’emissione della produzione di note di diversa altezza.   Il trombone e il trombone basso  I tromboni sono formati da un tubo cilindrico ripiegato a “u” chiamato coulisse, che si allunga e si accorcia progressivamente permettendo di variare l’altezza dei suoni. Le prime testimonianze pittoriche di questo strumento risalgono alla seconda metà del XV secolo, nell’affresco del pittore Filippo Lippi L’assunzione della Vergine presso la chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma.  Claudio Monteverdi, come già per molti altri strumenti, inserì in organico cinque tromboni di registri differenti per l’opera Orfeo (1607). Lo strumento ha dovuto aspettare il XVIII secolo per essere considerato membro effettivo dell’organico orchestrale.  La tuba, anche chiamata flicorno basso o bombardone, è lo strumento tra gli ottoni con la voce più grave. La tuba è formata da un tubo conico con il bocchino a forma di minuscola tazza come quello della tromba e del trombone. Il meccanismo, invece è uguale a quello del corno. Tipico delle formazioni jazzistiche nelle quali sostituisce il contrabbasso, la prima apparizione della tuba in orchestra è datata 1836. Giuseppe Verdi riferendosi alla tuba esclamò «Quel diavolo di bombardone!».

GLI STRUMENTI A PERCUSSIONE

timpani
percussioni
grancassa
tamburo militare
piatti
triangolo
celesta

I timpani Discendono da strumenti arabi di forma ovale o emisferica solitamente usati a coppie. Nell’epoca di Johann Sebastian Bach e di Georg Friedrich Händel erano semplici tamburi militari ad intonazione fissa spesso usati come supporto alle trombe. I primi timpani accordati a pedale (o con sistema meccanico) risalgono alla metà del secolo scorso.    Le percussioni Tra le più comuni troviamo:  la gran cassa: un grande tamburo che produce un suono basso di altezza indefinita.  Il tamburo militare: piccolo tamburo a suono indefinito con due membrane rigidamente tese su una cassa metallica. I piatti: dischi circolari di ottone leggermente concavi. Il triangolo: sbarretta cilindrica di acciaio di forma triangolare che si colpisce con un piccolo batacchio. La celesta La forma esteriore della celesta ricorda quella di un piccolo pianoforte verticale, ma al posto delle corde ha delle lamine d’acciaio che sono percosse da martelletti azionati attraverso i tasti. Costruita per la prima volta nel 1886 da Victor Mustel, le lamine poggiano su tubi di risonanza a sezione quadrata e la loro vibrazione produce un suono “celestiale”, da cui il nome celesta. Il primo compositore che impiegò la celesta in orchestra fu Pëtr Il’ic Cajkovskij, nel balletto Lo Schiaccianoci (1892).  Il pianoforte è uno strumento a corde percosse tramite martelletti azionati da una tastiera. Il musicista, attraverso i tasti, aziona i martelletti che colpiscono due o tre corde tra loro ravvicinate e intonate alla stessa altezza, le quali vibrando producono il suono. La prima meccanica fu realizzata dal padovano Bartolomeo Cristofori nel 1709. Seguirono le meccaniche meno complesse e meno costose tedesca ed inglese. Quest’ultima fu perfezionata da Sébastien Érard nel 1821 con l’introduzione del “doppio scappamento” che consentì di ripetere la stessa nota in rapida successione e favorì il virtuosismo pianistico di fine XIX secolo.   L’arpa È uno strumento a corde pizzicate. La più antica testimonianza è raffigurata su un vaso sumero che risale al 3000 a. C. Nel corso dei secoli ha subito molte variazioni anche di forma continuando ad evolversi fino ai giorni nostri. Non è sempre presente nell’organico orchestrale. Il numero di arpe in orchestra varia da una (nella maggior parte delle composizioni dove è presente) a sei (raramente nelle orchestre imponenti delle composizioni di Richard Wagner). La prima apparizione in orchestra fu nel 1607 nell’opera Orfeo di Claudio Monteverdi.