Materiale didattico

 

INCANTO SENZA CONFINI
di Valentina Pasculli

 

Verso la seconda metà dell’Ottocento la musica dotta si ritempra attingendo materiale sonoro nelle fresche correnti del canto e delle danze popolari. Nasce uno spirito nuovo, secondo le varie inclinazioni nazionali, in  quei paesi che fino all’avvento del romanticismo rimasero lontani dal predominante movimento della cultura musicale occidentale. Le distanze tra musica colta e popolare si assottiliano così in un suggestivo processo di commistione. Un esempio significativo è il Concerto per violoncello e orchestra op.104, nel quale Antonín Dvořák inserisce elementi della tradizione popolare ceca ed elementi di spirituals americani, assieme ad elementi della tradizione europea. <<Il popolo compone, noi ci accontentiamo di elaborare>>, questo è il pensiero di Rimskij Korsakov, a dimostrazione di quanto la musica attinga dalla vita e dalla fantasia umana, ricca di racconti fantasiosi e fiabe pittoresche dalle tinte vivaci.

Spiegare la musica sinfonica ai ragazzi è considerato da molti “argomento difficile” per il semplice fatto che se ne parla come un argomento complicato e lontano dal sentire comune. La natura della musica sinfonica è in realtà molto più vicina di quel che sembra, la sua forma assomiglia alla vita: inizia, cambia, cresce, fiorisce, si conclude. La lontananza dalla musica che si ascolta quotidianamente non limita la fruibilità; il fascino dei suoni travolgenti classici e orientali del Concerto e della Suite sinfonica è immediato. La contestualizzazione storica ha lo scopo di predisporre l’ascolto della musica considerata “lontana”.

La lezione è strutturata in forma circolare: partendo dalla musica vista “da lontano”, si abbraccia la vita e la storia dei compositori per ritornare poi alla musica stessa analizzata “da vicino”. Una sorta di lente di ingrandimento sensoriale che va dal grande al piccolo, frammentando le tematiche in maniera dinamica per agevolare la comprensione e attenzione dei ragazzi.

 L’obiettivo è far sentire la musica sinfonica più vicina ai ragazzi, libera dai confini spazio-temporal-culturali, come un’emozione viva ed infinita. La complessità dell’intento è affrancata dalla convinzione che, come disse uno dei più grandi musicisti, compositori e maestri del XX secolo,

 ‘non c’è nulla che i giovani non siano desiderosi di imparare, o non possano capire; vogliono sapere tutto sulla musica, non solo le belle storielle rivestite di zucchero che si suppone rendano la musica facile da capire’*.

 * [Leonard Bernstein,1958 durante la 4a delle 53 lezioni-concerto realizzate con la New York Philarmonic (Young People’s Concert)]