Didattica

Didattica

Di Wagner musicista si potrebbe dire in generale che ha dato un linguaggio a tutto ciò che nella natura non aveva ancora voluto parlare: egli non crede che ci debba essere qualcosa di muto. S’immerge anche nell’aurora, nella foresta, nella nebbia, nel burrone, nella cima del monte, nel brivido della notte e nello splendore della luna, e scopre in loro un desiderio segreto: essi vogliono anche risonare.

Friedrich Nietzsche

La storia fantastica
Il piacere di ascoltare una storia fantastica, popolata da dèi, nani, uomini e giganti; una storia che, insomma, ha il sapore inconfondibile della leggenda. È questa la proposta musicale di “Orchestra in gioco” 2013, incentrata attorno al capolavoro di Richard Wagner: Der Ring des Nibelungen (L’anello del Nibelungo). Non si tratta di un racconto completamente originale, soprattutto per le orecchie di un bambino e di un ragazzo. A metà strada tra Il signore degli anelli, La bella addormentata nel bosco e La spada nella roccia (ma molte altre ancora!), il Ring di Wagner suggerisce infatti un ambiente favolistico familiare e agevola gli ascoltatori chiamati a calarsi in un clima continuamente mutevole. E quando si affida alla musica (e alle immagini) il compito di raccontare la storia, il tutto si carica di emozioni e suggestioni che ognuno è chiamato ad arricchire con la propria personale sensibilità.

Gli elementi della natura
La storia è appassionante già di per sé stessa e merita, dunque, d’essere ascoltata. Ma ci è sembrato interessante, anche, mettere in evidenza un’altra vicenda. Nell’Anello del nibelungo, infatti, Wagner ha dato la parola oltre ai personaggi in carne ed ossa anche agli elementi della natura: l’acqua di un fiume, il fuoco che protegge e divora, l’oro strappato dalle viscere della terra, il vento che soffia tempestoso o che, altre volte, accarezza leggero le fronde degli alberi.
La voce degli elementi della natura è quella dell’orchestra, capace di evocare un intero mondo affidandosi alla musica; una selezione scelta tra preludi, interludi e pagine strumentali che appartengono ai quattro capitoli del Ring. Wagner, del resto, desiderava che i suoi preludi orchestrali fossero elementari, cioè focalizzati su elementi importanti del dramma, senza pretendere di sostituirsi ad esso, rendendolo superfluo. È una ‘elementarità’ che si può anche intendere in senso letterale, nel senso che i preludi e gli interludi del Ring sono spesso incentrati su uno o più elementi naturali.
L’Anello del nibelungo è, dunque, tutto un risonare di musica della natura. Ma questa vicenda di elementi naturali non si limita a fare da sfondo descrittivo alle imprese degli dèi, dei nani, degli uomini e dei giganti raccontate dal mito wagneriano: al contrario, interagisce strettamente con esso e con i suoi personaggi, in un’avvincente rete di corrispondenze che la musica s’incarica di tessere. Un intreccio narrativo di personaggi ed elementi di natura che cercheremo di portare in primo piano. Ci domanderemo: «È la fiamma del fuoco ad essere così irrequieta o è, piuttosto, la natura scaltra e ambigua del dio Loge». E ancora: «È la tempesta che infuria o è la volontà possente del dio Wotan?».

Wagner e le sue battaglie
Oltre all’analisi dei passi musicali proposti in selezione, il percorso didattico prevede anche una panoramica sulla biografia di Wagner incentrata in modo più specifico intorno alla sua tormentata vicenda di artista in lotta per un riconoscimento adeguato alla propria grandezza, sullo sfondo degli avvenimenti politici del XIX secolo.
Uno sguardo sarà rivolto anche alla cosiddetta Opera d’arte totale (Gesamtkunstwerk). È questo un termine che fu usato per la prima volta da Wagner nel 1849 e che identifica un concetto estetico all’origine del quale troviamo niente meno che l’arte teatrale dell’antica Grecia. Nel tempo, lo scopo dichiarato dall’artista sarà quello di generare un’unione fra opera e dramma, nella quale le arti singole siano subordinate ad un unico proposito; espressione profonda dell’anima di un popolo, ma anche prodotto universale.

Analisi

In poco più di mezz’ora di ascolto, si concentrano episodi molto diversi eppure legati tra loro da un unico filo narrativo. L’immensa trama del Ring con le sue 15 ore di musica (!) sono sintetizzate come segue:

I) L’oro del Reno, Preludio

«L’idea del principio di tutte le cose» (Thomas Mann). Questo Preludio dell’intera Tetralogia è una sorta di Big Bang musicale! Inizia in pianissimo, con suoni che definiscono la dimensione antichissima della natura primigenia e, insieme, la quiete inanimata che pervadeva il cosmo nella sua fase originaria; una quiete che si trasforma nel tranquillo trascorrere del fiume Reno.

II) La Valchiria, Atto primo, Preludio

È una tempesta indomabile quella organizzata da Wagner in orchestra: raffiche di pioggia, folate di vento, tuoni e folgori. Al centro due divinità: Wotan e Donner. Ma anche un mortale, in fuga…

III) La Valchiria, Atto terzo: «Incantesimo del fuoco»

La musica dipinge le fiamme che proteggono la valchiria addormentata, in attesa dell’eroe che la risvegli. È un fuoco sfavillante ma che si colora anche di emozioni tutte umane: l’amore di un padre per la propria figlia.

IV) Siegfried, Preludio e inizio Atto primo

In una cupa foresta, tentiamo di penetrare nelle riflessioni fiabesche e meditabonde del nano Mime. Il suo pensiero è tormentato da un anello magico, da un drago e da una spada.

V) Siegfried, Atto secondo, «Mormorio della foresta»

La foresta sa anche trasformarsi in un luogo ameno. All’ombra di un tiglio, Siegfried ascolta il fruscio del vento tra le fronde e il canto degli uccelli: il mormorio della foresta sarà la sua salvezza.

VI) Il crepuscolo degli dei, Prologo, «Viaggio di Siegfried sul Reno»

Qui s’incontrano due elementi primigeni: fuoco ed acqua. Li attraversa a cavallo l’eroe, sulle note di un incredibile ‘scherzo’ sinfonico, vera e propria rappresentazione in musica della natura ma anche viaggio a ritroso nel tempo.

VII) Il crepuscolo degli dei, Atto terzo: sezione conclusiva (dalla scena dell’immolazione di Brünnhilde)

La conclusione spetta, nuovamente, all’acqua e al fuoco, questa volta presentati in battaglia fra loro e non in successione. È uno scontro fra Titani nel quale a soccombere – ma anche a purificarsi – sono tutti i protagonisti.

 

Francesco Gala

 

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